Il modo più efficace e diretto per stabilire la veridicità di ciò che stai leggendo è valutare la fonte da cui è stata ottenuta la notizia in questione.
Non tutte le fonti sono attendibili. Quindi la prima domanda da farti è: sono citate le pubblicazioni scientifiche da cui è stata tratta la notizia?
La pubblicazione scientifica è la principale forma di comunicazione ufficiale della comunità scientifica, tramite la quale i singoli ricercatori o i gruppi di ricerca rendono pubblici i metodi ed i risultati dei propri lavori scientifici.
Deve avere poche e semplici caratteristiche: per prima cosa DEVE essere scritta in inglese. Se non è scritta in inglese NON può essere una pubblicazione scientifica. Secondo, DEVE essere stata pubblicata su riviste scientifiche specializzate internazionali.
Questo perché tutti gli studi scientifici, prima di essere pubblicati, DEVONO attraversare un processo di revisione da parte di esperti nel settore scientifico, che decidono se i contenuti sono tali da meritare la pubblicazione sulla base della correttezza, completezza, originalità e rilevanza del lavoro. Questo tipo di revisione, nota come REVISIONE PARITARIA, costituisce un filtro che assicura la validità scientifica dei contenuti sottoposti e ne certifica la qualità. Solo i lavori scientifici che superano tale controllo vengono pubblicati, divenendo così pubblicazione scientifica. Qualsiasi altra cosa che non è scritta in inglese e non è stata soggetta alla revisione paritaria, NON è da considerarsi scientificamente valida, quindi di dubbia attendibilità.
Facciamo un esempio.
Sei su internet: se l’articolo che leggi NON cita le fonti, cioè le pubblicazioni scientifiche da cui ha preso la notizia, pubblicazioni scientifiche che DEVONO essere libere e accessibili a tutti, è da NON considerarsi IN ALCUN MODO valido.
O quello che viene scritto lo si può provare con fonti scientifiche ufficiali oppure è solo una opinione personale. Ma le opinioni personali (anche se vi piacciono molto) NON sono scienza.
Quando vi dico che una pianta è commestibile o meno, non lo dico sulla base di mie opinioni personali o perché sono pagata dalla lobby delle piante selvatiche di monte, ma lo dico perché le fonti dicono una cosa specifica: che io mi limito a riportare. Riporto sempre le fonti ufficiali che voi potete liberamente leggere e controllare.
La tossicità non è facile da stabilirsi per una pianta, perché siamo di fronte a fitocomplessi e non a principi attivi semplici. E non tutte le sostanze ritenute tossiche hanno lo stesso effetto.
Due piante tossiche non si possono confrontare perché l’azione tossica si esplica a livelli diversi.
Tutte le sostanze tossiche agiscono su un bersaglio specifico che può essere un recettore, un enzima, delle macromolecole, la cellula intera o un suo meccanismo (ad esempio la respirazione cellulare) provocano una disfunzione, che si traduce con un danno per il nostro organismo. Non tutti i danni cellulari possono essere riparati.
L’intensità di un effetto tossico dipende principalmente dalla concentrazione e dalla persistenza della sostanza tossica nel suo sito d’azione, quindi è vero che è “la dose che fa il veleno”. Ma l’effetto tossico dipende ANCHE dalla sostanza. Quindi non è possibile paragonare la tossicità di un seme di glicine, a quella della borragine, a quella dell’aconito o del colchico. Non solo, la tossicità dipende molto dall’organismo. Dal suo stato di salute, dall’età, massa, sesso, e dai farmaci che eventualmente prende che determinano la biodisponibilità della sostanza stessa. Quindi non è così scontata.
Se una pianta contiene una sostanza tossica io personalmente non ve la faccio mangiare. Oppure se è molto tossica in una sua parte (semi) e quindi potrei passare il messaggio che con quella pianta si può agire con leggerezza.
Lo so che vi ho fatto mangiare la morella e l’ornitogalo e il glicine no e potrebbe sembrare una contraddizione. Ma lo faccio perché le sostanze tossiche contenute hanno pericolosità completamente diverse e perché alcune si inattivano con la cottura. CI SONO TOSSICI E TOSSICI. Quelli delle Fabaceae sono piuttosto strong.
Quindi è un pò inutile che mi insultiate ed è un pò inutile che scriviate che l’avete sempre mangiata. Il fatto che ci sia qualcuno che pur fumando arrivi a 90 anni non significa che le sigarette non facciano male. Se volete mangiare il glicine fatelo. Ma io parlo di tossicità e porto dati scientifici. Quello che voi decidete di fare nella vostra vita è una vostra scelta. Sul mio profilo ho optato per delle scelte che ritengo etiche e mi attengo fedelmente ad esse. Ma voi non siete in alcun modo obbligati a seguire capraecavoli. Giuro.
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