PERCHÉ SI CHIAMANO CINORRODI E NON BACCHE?
Perché non sono bacche. In botanica con il termine cinorrodo o pometo (o cinorrodonte) ci si riferisce a un falso frutto che non deriva dall’ovario, ma dal ricettacolo ingrossato, carnoso, a forma di coppa che contiene al suo interno i veri frutti, gli acheni, ed è tipico delle rose. Mentre la bacca deriva dall’ingrossamento dell’ovario e ha una “buccia”, una “polpa” e dei semi immersi nella polpa: ad esempio sono bacche l’uva o il pomodoro.
PERCHÉ SI CHIAMANO ACHENI E NON SEMI?
Perché quelli che vediamo non sono semi. Quando tagliamo a metà il cinorrodo vediamo i veri frutti che si chiamano acheni, e sono frutti secchi con una parete coriacea che ricopre e aderisce al seme. Vengono scambiati per semi perché tendiamo a considerare parete e seme, un tutt’uno.
COSA SUCCEDE SE CHIAMO IL CINORRODO BACCA E L’ACHENIO SEME?
Che nel mondo un botanico o una botanica ha un’extrasistole. Se la cosa viene ripetuta pure un attacco di panico. Siccome i botanici non sono tantissimi e sono persone molto gentili e a modo, che passano la maggior parte del tempo su un microscopio a studiare le fondamentali differenze tra impalpabili peli, non fanno guerre, non rompono le scatole, al massimo parlano di piante con termini incimprensibili, io direi di preservarli in salute.
PERCHÉ SONO CONSIDERATI UN SUPER FOOD?
Perché i cinorrodi contengono tantissimi fitocomplessi molto benefici e preziosi per la nostra salute!
Approssimativamente sono stati identificati e isolati 129 composti chimici. Tra questi troviamo flavonoidi, tannini, antociani, composti fenolici, grassi, acidi organici e composti inorganici.
Tra i composti idrosolubili troviamo acido gallico, acido ellagico, acido siringico (acido 4-idrossi-3,5-dimetossibenzoico), acido vanillico, catechine (catechina, epicatechina, gallocatechina, epigallocatechina, epicatechina gallato, epigallocatechina gallato), quercetina, kaempferolo, miricetina, rutina, acido L-ascorbico (vitamina C).
Tra i composti liposolubili: β-carotene o beta-carotene, licopene, monogalactosyldiacylglycerolo (MGDG) e digalactosyldiacylglycerolo (DGDG), tocoferoli che assieme ai tocotrienoli, sono elementi liposolubili che costituiscono il gruppo della vitamina E, tra questi quello più importante è senz’altro l’α-tocoferolo (alfa-tocoferolo), perché dotato della massima attività biologica (Phytochemistry, Traditional Uses and Pharmacological Profile of Rose Hip: A Review
Zahra Ayati et al. Curr Pharm Des. 2018. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30317989/).
I cinorrodi contengono un particolare tipo di galattolipidi che hanno una specifica azione antinfiammatoria e attività antiossidante e che hanno mostrato di poter portare notevoli benefici clinici in condizioni come l’artrosi, l’artrite reumatoide e le malattie infiammatorie intestinali.
QUALI PROPRIETÀ HANNO?
I cinorrodi sono una vera panacea! Sono noti per avere una notevole azione antiossidante e antimicrobica. La loro attività antiossidante è dovuta ai polifenoli, alle vitamine C, E, B e ai carotenoidi. Hanno mostrato anche un’azione antinfiammatoria, oltre ad effetti antidiabetici e antitumorali.
Tra i fitocomplessi idrosolubili spiccano i composti fenolici e l’acido ascorbico. Harrison ha riscontrato un effetto benefico di questa vitamina nel declino cognitivo e nel morbo di Alzheimer. La concentrazione di questa vitamina nei cinorrodi varia da 1200 mg in 100 g di Rosa rugosa a 600 mg in 100 g di Rosa canina (Czyzowska et al.). Nei cinorrodi secchi invece il quantitativo di vitamina C è di 100 mg circa ogni 100 g (Jiménez et al.). Inoltre, i cinorrodi maturi hanno mostrato il più alto contenuto di tocoferoli e β-carotene, i cinorrodi immaturi hanno mostrato livelli più alti di acido ascorbico. I composti fenolici vengono sintetizzati nelle piante attraverso i carboidrati e vengono generalmente prodotti come meccanismo di difesa contro gli agenti patogeni e come protezione contro gli effetti delle radiazioni ultraviolette; l’acido ellagico è il più importante nei cinorrodi, ed ha mostrato un’azione anti-mutagena e anti-cancerogena in diversi test sia in vivo che in vitro. Questo composto può agire come antiossidante ed è stato anche in grado di indurre l’apoptosi nelle cellule cancerogene. La quercetina è il flavonoide più abbondante, e la quercetina e il suo derivato quercetina-3-O-glucuronide inibiscono la sovrapproduzione di ROS effettuando chemioprotezione della funzione mitocondriale attraverso azioni antiossidanti. Fujii e Saito hanno scoperto che, la quercetina è un potente inibitore della melanogenesi nelle cellule di melanoma di topo B16. L’inibizione della melanogenesi da parte della quercetina è dovuta all’inibizione sia dell’attività della tirosinasi che dell’espressione proteica. Conceição de Oliveira et al. hanno dimostrato come un elevato apporto di quercetina è anche associato a un minor rischio di soffrire di diabete di tipo II.
Oltre agli antiossidanti idrosolubili, nelle specie Rosa sono presenti anche antiossidanti liposolubili come carotenoidi e tocoferoli. Il caratteristico colore dall’arancio al rosso dei cinorrodi è dovuto ai vari carotenoidi. I più abbondanti tra questi sono il β-carotene e il licopene, seguiti da β-criptoxantina, rubixantina, zeaxantina e luteina. I carotenoidi sono molto importanti nella dieta umana poiché agiscono come provitamina A e possono prevenire alcune malattie croniche e persino il cancro. I tocoferoli, gli isomeri α, β, γ e δ e i tocotrienoli hanno capacità di eliminare i radicali liberi e i tocoferoli sono considerati tra i più importanti antiossidanti naturali. Diversi autori hanno dimostrato che questi antiossidanti hanno effetti benefici nelle malattie degenerative come l’aterosclerosi, il morbo di Alzheimer, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. Il contenuto di tocoferolo e l’attività della vitamina E variano a seconda della data di raccolta, della specie e dell’annata, mentre la maturazione dei frutti ha poca influenza su questa attività. Sono stati isolati dai cinorrodi della Rosa canina i galattolipidi (monogalattosildiacilgliceroli e digalattosildiacilglicerolo), composti che si accumulano nella membrana plasmatica delle piante, la maggior parte dei galattolipidi possiede acidi grassi con alti livelli di insaturazione. L’acido α-linolenico può raggiungere il 90% degli acidi grassi totali. Lopes et al. hanno scoperto che alcuni galattolipidi hanno un’azione antinfiammatoria e Maeda et al. hanno scoperto che questi composti hanno ruoli antitumorali. Larsen et al. e Cohen hanno isolato il (2S)-1,2-di-O-[(9Z,12Z,15Z)-ottadeca-9,12,15-trienoil]-3-O-β-d- galattopiranosil glicerolo da frutti essiccati e macinati di Rosa canina mediante frazionamento guidato da test biologici. Christensen ha isolato il galattolipide 1,2-di-O-α-linolenoil-3-O-β-d-galattopiranosil-sn-glicerolo dai cinorrodi della Rosa canina. Hou et al. hanno scoperto che il gliceroglicolipide bioattivo 1,2-di-O-α-linolenoil-3-O-β-galattopiranosil-sn-glicerolo (dLGG) identificato da C. rabens è risultato in vitro e in vivo essere un potente scavenger di ossido nitrico (NO). Il trattamento con dLGG ha inibito sia l’mRNA che l’espressione proteica dell’NO sintasi inducibile e della cicloossigenasi-2 (COX-2) nei macrofagi murini e ha inibito la trascrizione del gene COX-2 nelle cellule B16 trattate con 12-O-tetradecanoilforbol-13-acetato (TPA).
McCutcheon et al. hanno esaminato un centinaio di estratti di cinorrodi ottenuti in metanolo per determinare l’attività antivirale. Si è riscontrato che dodici estratti avevano attività antivirale a concentrazioni non citotossiche. Gli estratti di Rosa nutkunu e Ameunchier alnifoliu, entrambi membri della famiglia delle Rosaceae, si sono rivelati molto attivi contro un coronavirus enterico. Orhan et al. hanno anche riscontrato attività antinfiammatoria e antidolorifica in vivo dall’estratto acquoso grezzo, dall’estratto etanolico e da diverse frazioni ottenute da questi precedenti estratti di frutti di Rosa canina L..
Dogan et al. hanno studiato il contenuto minerale dei semi di diverse specie di rosa canina (Rosa canina L., Rosa dumalis subsp. boissiere, Rosa iberica, Rosa heckeliana subsp. vanheurckiana e Rosa pulverulenta). Il contenuto di azoto, fosforo e potassio delle specie studiate variava da 19.039 a 28.076 ppm
, da 553 a 1080 ppm (P) e da 1142 a 2945 ppm (K). I contenuti di nichel, piombo e zolfo delle specie studiate variavano rispettivamente da 13,5 a 190,2 ppm, da 0,35 a 4,35 ppm, da 609,5 a 1152,5 ppm. Allo stesso modo sono stati analizzati anche altri minerali presenti in concentrazioni minori come sodio, ferro, manganese, zinco, rame, magnesio e calcio.
QUANDO SI RACCOLGONO?
I cinorrodi si raccolgono in autunno (ottobre/novembre e dicembre). Tradizionalmente si dice di raccoglierli dopo la prima gelata, quando diventano morbidi. Effettivamente quando sono morbidi sono dolcissimi e potete raccoglierli e “spruzzare” la polpa in bocca. Il problema è solo che quando sono morbidi non si possono più conservare o fare essiccare o cucinare. Quindi il mio consiglio è di raccoglierli quando sono rossi, turgidi e ancora duri, quindi prima delle gelate invernali perché quando li raccogliete ben maturi ma ancora duri sono più facili da pulire e si prestano per essere essiccati e per preparazioni come la tintura madre, gli aceti, fervida, liquori, sciroppi. Quando sono molli invece vale la pena solo mangiarli freschi raccolti direttamente dalla pianta. Attenzione che se li mangiate interi potreste avere pizzicorini fastidiosi quando fate la cacca (tra alcuni nomi vernacolari dei cinorrodi troviamo infatti brüsacul o gratacul, pizincul, stopacul…) ma ho notato che mangiandone fino a 10/12 interi con acheni e peli, non danno questi problemi. Di più sì.
L’altra cosa per cui vi consiglio di raccoglierli quando sono maturi ma ancora turgidi è perché un alimento che congela e poi si scongela corre sempre il rischio di non conservarsi, di sviluppare muffe, favorire la proliferazione batterica ed inoltre i principi attivi si avviano al processo di retrogradazione in molecole più semplici. Ultima cosa, il motivo per cui alcuni dicono di aspettare la prima gelata è perché congelandosi le cellule si ingrossano, la membrana cellulare si rompe, per processo meccanico, e si liberano i fitocomplessi. Orbene, per rompere le membrane cellulari con un processo meccanico basta frullare i cinorrodi! Oppure congelarli dopo averli puliti. Più semplice, comodo e sicuro che aspettate la natura!
QUALI PREPARAZIONI CASALINGHE POSSO FARE PER CONSERVARE E ASSUMERE CINORRODI?
Sono tantissime! Anche perché in cucina sono molto versatili quindi non c’è limite alla fantasia e al loro utilizzo! Questo è quello che facciamo noi:
1. polvere di cinorrodi essiccati;
2. mellito con cinorrodi freschi;
3. essiccati interi per decotti;
4. tintura madre;
5. liquori e grappe;
6. sciroppo;
7. aceto;
8. fermentati in diversi modi;
9. ketchup;
10. sciroppi (vi ricordate quello dell’anno scorso che vi ho fatto assaggiare ai corsi, cinorrodi e melagrana?!)
11. soda e country wine.
Lasciandoli interi potere fare la tintura madre (c’è anche il nostro corso on line sulle TM), liquori, grappe, sciroppi, aceto e fermentazioni, e il decotto. Una volta puliti, invece, potete fare la polvere, il ketchup o il mellito. Non mi dilungo perché ho preparato un video con tutte le ricette, che trovate sul canale youtube di capraecavoli cercando con la lente.
COSA FACCIO CON GLI ACHENI?
Sarebbe bellissimo poterli piantare per fare crescere rose o spremerli per estrarre l’olio preziosissimo. Entrambe le cose abbastanza complicate: i semi di rosa mantengono una buona vitalità per circa un anno, va detto che comunque, anche con semi freschi, il tasso di germinazione naturale dei semi di rosa è piuttosto basso (sotto il 20-30%).
Per poter germinare richiedono un periodo di freddo umido, per rompere la dormienza, quindi una volta estratti dai cinorrodi vanno messi in un sacchetto con sabbia umida o torba umida (mi raccomando leggermente umida, non bagnata) e vanno tenuti in frigorifero a 4°C per 8-12 settimane, controllando periodicamente che non ammuffiscano.
Solo dopo questo periodo si potranno seminare in vasetti con terriccio drenante, a poca profondità 0,5-1 cm. I vasetti vanno tenuti in luogo luminoso ma non al sole diretto, con una temperatura di 15-20°C. La germinazione avviene anche dopo parecchie settimane.
TUTTE LE ROSE SI POSSONO USARE?
TUTTE le rose producono cinorrodi utili a essere utilizzati in cucina: ovviamente per poter utilizzare i cinorrodi delle rose è necessario non aver fatto alcun trattamento con sostanze chimiche e, i cinorrodi, devono essere maturi (rossi generalmente, ma esistono rose che fanno cinorrodi tendenti al nero). I nostri preferiti come sapore, sono i cinorrodi di rosa rugosa. Tradizionalmente si parla solo di Rosa canina perché è quella più studiata e più citata in fitoterapia MA TUTTE LE ROSE, E RELATIVI CINORRODI, SONO COMMESTIBILI! Anche quelle che avete in giardino! Ercisli et al. hanno studiato la composizione chimica dei frutti di Rosa canina, Rosa dumalis subsp. antalyensis, Rosa dumalis subsp. boissiere, Rosa villosa, Rosa pulverulenta e Rosa pisiformis. In questo studio, è stato osservato che il contenuto fenolico totale più elevato corrispondeva a Rosa canina (96 mg equivalenti di acido gallico/g peso secco) e Rosa pulverulenta (94 mg equivalenti di acido gallico/g peso secco), mentre il contenuto maggiore di acido ascorbico corrispondeva a Rosa dumalis subsp. boissiere (943 mg di acido ascorbico/100 mL) e alla Rosa pulverulenta (923 mg di acido ascorbico/100 mL). Più recentemente, Demir et al. hanno studiato la quantità di composti fenolici e le attività antiossidanti di cinque diverse specie di rosa, tra cui Rosa canina, Rosa dumalis, Rosa gallica, Rosa dumalis subsp. boissiere e Rosa hirtissima. Hanno scoperto che la maggior quantità di composti fenolici corrispondeva a Rosa dumalis subsp. boissiere (52,94 mg di acido gallico/g di peso secco) e che il resto di essi mostrava concentrazioni molto simili di circa 30 mg di acido gallico/g di peso secco. Per quanto riguarda la concentrazione dei singoli composti fenolici, gli autori hanno riscontrato un’elevata concentrazione di catechina, procianidina B2 ed epicatechina gallato nella Rosa dumalis subsp boissiere. Aladedunye et al. hanno scoperto che i principali composti fenolici degli estratti del frutto di Rosa woodsii erano acido gallico, catechina e quercetina, il che coincide con i risultati di Abdel-Hameed et al. negli estratti di Rosa damascena.
POSSO FARE L’OLEOLITO CON I CINORRODI?
Si può fare, ma usare i cinorrodi per fare un oleolito è un grandissimo spreco. Perché le sostanze contenute sono soprattutto idrosolubili, non solo, le sostanze liposolubili presenti non sono così facili da estrarre con la macerazione in olio. Quindi abbiamo poche sostanze liposolubili da estrarre e che non si possono estrarre con il metodo casalingo dell’ oleolito. Ma non solo, se non li pulite bene e nell’oleolito restano i pelucchi e vi spalmate l’oleolito sulla pelle potreste pure crearvi irritazione e prurito. Con gli acheni si potrebbe ottenere un olio, ma anche qua, non è possibile farlo con gli strumenti che abbiamo in casa. La quantità di olio contenuta nei semi dipende dalla specie e varia dal 5 al 18%. Nella rosa canina l’olio di semi è composto per il 97% di acido linoleico, oleico, palmitico e stearico; il restante 3% è costituito da 12 acidi grassi minoritari. Grajzer et al. e Kazaz et al. hanno riscontrato che il contenuto di acido linoleico è pari a circa il 40–56% dell’olio di semi, l’α-linoleico e i suoi derivati tra il 20–30% e l’acido oleico il 14–20%. L’olio di semi di rosa canina è stato utilizzato nei cosmetici per il suo effetto terapeutico sui disturbi della pelle. Inoltre, Szentmihalyi et al. hanno confrontato vari metodi per estrarre l’olio dai cinorrodi, l’estrazione tradizionale con solvente, mediante ultrasuoni e estrazione con fluido sub e supercritico a microonde. Gli acidi grassi insaturi (acido oleico, linoleico e linolenico) sono stati estratti per un massimo compreso tra il 35,9 e il 54,7% utilizzando le microonde e gli acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e linolenico) sono stati trovati tra il 60% e il 90% negli oli ottenuti.
QUALI SONO I FATTORI CHE INFLUENZANO LA CONCENTRAZIONE DEI FITOCOMPLESSI?
Diversi fattori potrebbero influenzare il contenuto di sostanze fitochimiche nella rosa canina. Dai risultati di diversi studi, sembrerebbe che ci sia una certa variabilità, soprattutto nella concentrazione di vitamina C e ciò potrebbe essere dovuto all’instabilità dell’acido ascorbico. Dogan e Kazankaya hanno scoperto che la variabilità nel contenuto di vitamina C nei cinorrodi dipende dall’origine geografica della pianta e dalla specie, non solo, Romano et al. hanno scoperto che il contenuto di vitamina C dipende anche dalla quantità di luce ricevuta dalla pianta e dal livello di ossigeno dell’ambiente. Allo stesso modo, molti fattori potrebbero influenzare il contenuto di vitamina C della rosa canina e il livello di freschezza del frutto sembra essere uno dei più importanti. Stralsjö et al. hanno dimostrato come i cinorrodi essiccati avevano un contenuto di acido ascorbico inferiore rispetto ai cinorrodi freschi. Anche Baiano e del Nobile hanno concluso che la quantità di vitamina C dipende soprattutto dal tempo trascorso dalla raccolta e la conservazione. Türkben et al. hanno evidenziato come la quercetina e la (+)-catechina erano i principali composti fenolici nella rosa canina della Rosa canina, ma le loro concentrazioni sono molto variabili a seconda del livello di maturazione dei frutti, nonché delle condizioni di lavorazione e delle tecniche di manipolazione. Demir et al. hanno scoperto che la concentrazione di catechina dipende dall’origine geografica e da fattori ecologici (luce, temperatura o nutrienti del suolo) proprio come nel caso della vitamina C. Allo stesso modo, hanno anche riscontrato un’elevata variabilità degli acidi fenolici come acido vanillico, acido caffeico e acido protocatecuico. Cunja et al. hanno scoperto che il gelo stimola la formazione di β-carotene e licopene nei cinorrodi della Rosa canina, ma riduce la concentrazione di acido ascorbico e di alcuni glicosidi della quercetina. Allo stesso modo, hanno scoperto che la capacità antiossidante diminuisce nei cinorrodi congelati. Allo stesso modo, altri studi hanno confrontato il contenuto di composti nutraceutici (vitamina C, fenoli neutri e fenoli acidi) di quattro specie di rosa: Rosa pouzinii, Rosa corymbifera, Rosa glauca e Rosa canina) provenienti da diverse zone geografiche della Spagna, i risultati hanno mostrato una grande variabilità quantitativa nel contenuto di acido ascorbico e fenoli neutri, e differenze quantitative e qualitative nel contenuto di fenoli acidi, a seconda della specie. È stata trovata un’ottima correlazione tra la freschezza della rosa canina e la concentrazione di polifenoli neutri. Sono state riscontrate differenze significative nel contenuto di fenoli acidi tra le specie studiate.
ATTENZIONE, ARTICOLO PARZIALE. LO TROVATE COMPLETO SUL SITO CAPRAECAVOLI
Nella sezione abbonati trovate la ricetta della tm di cinorrodi.



BIBLIOGRAFIA PARZIALE:
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