TUTTE le parti della pianta di glicine sono considerate tossiche, in particolare i baccelli e i semi che contengono wisterina, lectine tossiche (matricina, matrina, ossimatrina), sapotossine, wistersapotossina A-g. Invece le parti verdi (quindi foglie e calice) e le radici contengono saponine, matrina e il composto correlato ossimatrina. Sebbene gli avvelenamenti gravi non siano comuni, è noto che l’ingestione di soli due semi può provocare effetti molto gravi. I sintomi includono bruciore orale, mal di stomaco, diarrea e vomito. I sintomi gastrointestinali possono comparire entro 1,5-3,5 ore. Sono stati descritti confusione, sincope, vertigini e debolezza. È stato anche documentato un aumento dei globuli bianchi. I sintomi si risolvono solitamente entro 24-48 ore, ma in un caso è stata segnalata debolezza persistente e vertigini per 5-7 giorni. Il glicine ha mostrato anche effetti mitogenici e coagulanti delle lectine. Non solo, è noto che l’esposizione al fumo derivante dalla combustione di questa pianta causi mal di testa.
Quindi: mai usare baccelli, semi e radici.
Le foglie potete usarle solo se lo sapete fare (quindi se siete cinesi da almeno tre generazioni😉). Con i fiori, per stare super sicuri usare solo i petali togliendo anche il calice, stami (androceo) e pistillo (gineceo). I petali si possono usare anche crudi. Invece se non avete voglia di togliere il calice e usate il fiore intero usatelo esclusivamente cotto. E ovviamente non esagerate con le quantità.
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