Mercurialis uno dei generi della famiglia delle Euphorbiaceae (209 generi e 6250 specie).
Le Mercurialis non producono lattice, hanno stipole e hanno fiori disposti in spighe o fascetti, con foglie opposte, fiori generalmente dioici.
Vediamo come distinguerle guardando esclusivamente foglie e fusto.
Mercurialis annua L.:
- Pianta annuale con radici sottili.
- Cresce in coltivi, siepi, incolti.
- Foglia ovata, cioè più larga alla base.
- Nervature craspedodrome semplici.
- Poco visibili le nervature terziarie.
- Margine con doppia seghettatura.
- Stipole triangolari che vanno verso l’alto.
- Fusti glabri con ingrossamento ai nodi.
- Fusto con striatura longitudinale rilevata che ad ogni nodo cambia orientamento di 90°
Mercurialis perennis L.:
- Pianta perenne, rizomatosa, boschiva.
- Boschi mesofili, cioè posti su pendici collinari nord-occidentali, con temperature fresche e terreni ad umidità media e maggiore acidità rispetto ai terreni carbonatici.
- Foglie lanceolate, glabre, lucide sulla faccia inferiore.
- Foglia ellittica più larga al centro.
- Nervature brachidodrome.
- Ben visibili le nervature terziarie.
- Margine con seghettatura semplice.
- Picciolo 5-25 mm.
- Fusto avente le foglie solo nella metà superiore.
- Fusto peloso.
- Stipole triangolari ripiegate verso il basso.
- Fusto con striatura longitudinale rilevata che ad ogni nodo cambia orientamento di 90°
Entrambe sono tossiche. Ma la tossicità è molto diversa ed è decisamente più elevata in Mercurialis perennis. Sono pericolose soprattutto le parti fresche di Mercurialis e il loro consumo causa, nei mammiferi, nausea, vomito ed emorragia dell’apparato digerente e dei reni.
Segnalo però che in alcune zone d’Italia Mercurialis annua è consumata nel misto d’erbe cotto (io comunque sconsiglio totalmente sia il consumo alimentare che fitoterapico).
Come altre specie tossiche sono state molto usate in passato in fitoterapia, soprattutto usate nella medicina tradizionale spagnola: è
stato riportato che un infuso delle parti aeree fiorite di M. tomentosa riduce la pressione sanguigna. Lo stesso effetto è stato affermato per le altre specie di Mercurialis, ma il modo in cui la pianta è stata lavorata è sconosciuto. Un altro importante uso medicinale di M. annua, M. ambigua e M. perennis, comunemente impiegato nelle Isole Canarie, era quello di ridurre i livelli di zucchero nel sangue.
L’uso delle quattro specie di Mercurialis per trattare malattie associate all’apparato respiratorio è stato segnalato in tutta la Spagna. Ad esempio, nelle isole Canarie, venivano utilizzate per trattare mal di gola e malattie polmonari, mentre a Valencia, i sintomi del raffreddore e della bronchite venivano migliorati con M. tomentosa.
Un uso interessante di M. annua / M. ambigua praticato in Navarra è stato quello di ridurre le macchie scure della pelle con l’applicazione sulle zone interessate delle parti fresche delle piante macerate in olio d’oliva miscelato con cera d’api.
L’uso storico di Mercurialis spp. per trattare disturbi ginecologici si è riflesso anche nella conoscenza etnobotanica spagnola. Ad esempio, M. tomentosa è stata utilizzata per questo scopo a Valencia. M. annua / M. ambigua sono state utilizzate per indurre l’aborto spontaneo nelle donne incinte in Catalogna e, nelle Isole Canarie, per sopprimere la lattazione.
I principali fitochimici presenti in Mercurialis spp. sono flavonoidi, cumarine, alcaloidi, acidi fenolici, terpeni e steroidi e composti vari, come semplici costituenti aromatici e lipidi fenolici.
M. annua/M. perennis sono stati utilizzati per controllare i livelli di zucchero nel sangue, un effetto che può essere attribuito alla presenza di quercetina-3- O -rutinoside (rutina) e acido ferulico. Le proprietà antiperglicemiche della rutina sono state ampiamente dimostrate, così come il suo potenziale per prevenire e trattare patologie associate a diabete, nefropatia, neuropatia, danni al fegato e disturbi cardiovascolari.
Un altro componente flavonoide della M. annua è l’isoramnetina-3- O -rutinoside (narcissina), che potrebbe essere responsabile dell’azione antipertensiva di questa pianta, poiché ha precedentemente dimostrato tale effetto. Anche il flavonoide kaempferolo, che può rilassare la muscolatura liscia, potrebbe spiegare l’effetto antipertensivo.
L’effetto antidiarroico di Mercurialis spp. descritto in Castilla la Mancha potrebbe basarsi sull’azione spasmolitica dei flavonoidi rutina e quercetina e della cumarina scopoletina. D’altro canto, l’uso estensivo di Mercurialis spp. come lassativi potrebbe essere spiegato dalle azioni antagoniste ottenute in alcuni casi dalla stessa pianta. La risposta spasmogena sembra essere innescata dall’attivazione colinergica, mentre l’effetto spasmolitico sembra essere mediato dal blocco dei canali del calcio voltaggio-dipendenti. La molecola responsabile dell’azione spasmogena potrebbe essere l’acido caffeico, un acido fenolico.
Il trattamento delle macchie scure sulla pelle utilizzando M. annua, come riportato in Navarra, potrebbe essere attribuito alla presenza di 4-metossifenolo (mequinol o 4-idrossianisolo-4-HA-). Quest’ultimo è un comune trattamento topico per il melasma, commercializzato a una concentrazione del 2% in combinazione con tretinoina allo 0,01%. Agisce come substrato per la tirosinasi e inibisce la formazione di precursori della melanina. Il suo ruolo di substrato della tirosinasi rende anche 4-HA un agente promettente per il trattamento del melanoma poiché 4-HA può essere ossidato a 4-metossicatecolo e al suo o-chinone.
L’attività di M. perennis contro le infezioni polmonari può essere attribuita allo sterolo β-sitosterolo. Infatti, è stato dimostrato che l’interazione tra β-sitosterolo e pneumolisina, un fattore di virulenza dello Streptococcus pneumoniae , influenza la capacità di S. pneumoniae di colonizzare i polmoni.
Le Mercurialis spp. sono utilizzate tradizionalmente per trattare disturbi ginecologici. Uno studio recente ha dimostrato il ruolo del trans -fitolo, un diterpene presente in M. perennis , come inibitore dell’aromatasi. L’aromatasi è un enzima coinvolto nella biosintesi degli estrogeni e gli inibitori dell’aromatasi sono un modo per prevenire o trattare la carcinogenesi mediata dagli estrogeni, inclusi i tumori al seno, alle ovaie e all’endometrio.
Autrice Cecilia Tanghetti
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