Ononis spinosa L.
FAMIGLIA: Fabaceae
GENERE: Ononis L. è un genere che comprende 80 specie solitamente suffruticose.
NOMI LOCALI: ononide spinosa, bonaga, arrestabue, stancabue, fermabove, medica spinosa, bulinaca.
In tedesco si chiama Dornige Hauhechel, Weiberkrieg; in inglese Spiny rest harrow; in spagnolo Gatuña e in francese Bugrane épineuse.
PERCHÉ SI CHIAMA COSÌ: i nomi arrestabue, stancabue, fermabove o l’inglese Spiny rest harrow, sono legati al fatto che questa pianta ha radici molto profonde (possono approfondarsi anche per 5 metri) e particolarmente resistenti, in grado di “arrestare” un aratro trascinato dai buoi. Infatti in molti erbari rinascimentali è proprio descritta come Resta bovis o Remora aratri.
Il nome ononide invece sembrerebbe derivare dal greco ὄνος, asino, in quanto, per la presenza delle spine, gli unici animali che riuscirebbero a cibarsene sarebbero gli asini (anche altre piante spinose di tutt’altra famiglia come gli Onopordum, cardi appartenenti alle Asteraceae, legano il proprio nome al fatto che solo gli asini riescano a mangiare queste piante dotate di spine).
L’epiteto specifico “spinosa” è sempre legato alla presenza di spine. Anche tutti gli altri nomi sottolineano questa caratteristica: ad esempio “bulinaca” riconduce al bulino o punzone che è un sottile un punteruolo, con la punta in acciaio, utilizzato per la punzonatura e per particolari incisioni, ed è correlato alla presenza di spine in questa pianta.
Anche i nomi tedeschi Weiberkrieg e
Dornige Hauhechel sottolineano l’aspetto “bellicoso” della pianta. O il nome spagnolo Gatuña legato probabilmente alle spine che ricordano le unghie affilate di un gatto.
DESCRIZIONE: pianta suffruticosa, quindi legnosa alla base, alta al massimo 80 cm, perenne, con lunga radice legnosa a fittone; i fusti lignificati alla base sono di colore rossastro, pubescenti-glandulosi; spine accoppiate sono presenti all’ascella delle foglie e alla sommità.
Le foglie sono alterne, trifogliate, la fogliolina centrale è picciolata, i segmenti sono ellittici a margine dentato. Alla base delle foglie sono presenti 2 stipole fogliacee ovoidali, dentate e ghiandolose.
I fiori sono brevemente peduncolati, nascono solitari o in racemi, all’ascella delle foglie superiori. Il calice, diviso in 5 denti, è glanduloso e coperto da lunghi peli; la corolla, papilionacea, è rosa-violacea, raramente biancastra o rosso vivo, lunga all’incirca il doppio del calice; 10 stami. I fiori sono ermafroditi.
I frutti sono legumi, pelosi che contengono da 2 a 4 semi tondeggianti bruni e duri.
DOVE CRESCE: la trovate in tutta Italia in prati aridi e soleggiati, lungo le scarpate, o negli incolti; sino a 1.300 m s.l.m.
COSA SI UTILIZZA: la radice è la parte migliore da utilizzare. Si utilizzano anche foglie e fiori che però hanno un minor effetto terapeutico. La Tintura madre si prepara dalla radice con una gradazione di 65°. La radice non va utilizzata in decotto in quanto i fitocomplessi sono sensibili al calore. Quindi si consiglia un infuso con acqua non bollente (70°) di foglie e fiori. La radice eventualmente si può usare per acetoliti o vini medicamentosi e si può associare a altre erbe che hanno effetti diuretici e antilitiasici come gramigna, Solidago o betulla. La cura con ononide va sempre associata all’assunzione di grandi quantità d’acqua per facilitare l’espulsione di calcoli. I fitocomplessi sono idrosolubili.
QUANDO SI RACCOGLIE: il periodo balsamico è fine estate/inizio autunno, i libri indicano settembre anche se il periodo balsamico va sempre adattato alla regione in cui vivete.
COMPONENTI PRINCIPALI: onocerina, saponina triterpenica con struttura simile alla glicirizzina; isoflavonidi; olio essenziale; glicoside ononina.
PROPRIETÀ: se assunta pr via orale con tintura madre o infusi e decotti mostra attività diuretiche, antilitiasiche e antinfiammatorie sull’apparato urinario. Usata topicamente attraverso unguenti o applicazioni di infusi freddi sulla pelle ha mostrato ottimi risultati in caso di eczema.
In fitoterapia è sempre stata utilizzata soprattutto per favorire l’espulsione della renella, cioè la “sabbiolina” e piccoli aggregati cristallini all’interno del rene e delle vie urinarie e calcoli urinari di piccole e medie dimensioni, specie in associazione con piante sinergiche, ad esempio Asplenium ceterach L.
Nello studio “The Possible Litholytic Effect of Ononis Spinosa L. on Various Human Kidney Stones – an in vitro experimental evaluation” di Ibrahim Bashan e Murat Bozlu, pubblicato nel febbraio 2020 su Journal of Herbal Medicine, i ricercatori hanno testato la capacità di dissolvere i calcoli dell’infuso di ononide direttamente su calcoli tolti da pazienti operati chirurgicamente. Ogni calcolo è stato diviso in due parti, una parte è stata messa in un contenitore con soluzione acquosa di Ononis spinosa e l’altra parte dello stesso calcolo in una soluzione di controllo. Passati alcuni giorni entrambe le soluzioni sono state analizzate mediante analisi spettrofotometrica per valutare se nelle soluzioni fossero presenti le componenti disciolte dei calcoli. Ebbene, per tutti e sette i campioni di calcoli renali rimasti nella soluzione di ononide sono stati riscontrate quantità statisticamente significative delle componenti dei calcoli ed è stato osservato che la dissoluzione dei quattro calcoli con acido urico erano più alti di altri.
Un’altra proprietà di questa puanta è quella anti ulcerogena dimostrata da diversi studi, ad esempio in “Efficacy of extract from Ononis spinosa L. on ethanol-induced gastric ulcer in rats” di Abbas Manal Ahmad et al. J Tradit Chin Med. 2021 Apr., è stata comparata l’attività dell’estratto di ononide e esomeprazolo nel trattamento dell’ulcera gastrica. La misurazione degli indicatori dell’ulcera si sono abbassati del 98,71% impiegando un dosaggio di 1g per kg di peso corporeo, contro il 67,89% dell’esomeprazolo, con somministrazione di 40 mg/kg. L’attività anti ulcerogena è legata alla presenza di ononina.
Ancora, ononide ha mostrato una significativa azione antibatterica e antiinfiammatoria sulle infezioni del tratto urinario. L’estratto acquoso è stato in grado di esercitare un’attività antiadesiva nei confronti di Escherichia coli (Aqueous root extract of Ononis spinosa exerts anti-adhesive activity against uropathogenic Escherichia coli;
Melanie Deipenbrock and other Planta Med. 2020 March). Infine, gli estratti hanno mostrato persino un’attività antifungina su ceppi di Candida.
TOSSICITÀ: la letteratura medica non segnala effetti secondari tossici alle dosi terapeutiche ma come per tutte le altre piante ad azione diuretica, prestare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci diuretici (sommazione d’effetto). Uso sconsigliato anche in caso di insufficienza cardiorenale. In gravidanza, allattamento e pediatria uso non raccomandato per mancanza di dati clinici specifici. Rivolgersi sempre comunque a un medico o erborista esperto in fitoterapia prima di intraprendere qualsiasi cura fitoterapica.
UTILIZZO CULINARIO: le foglie e i fiori si possono mangiare. Le foglie ricordano il sapore delle fave.
CURIOSITÀ: in Russia l’ononide era usata per produrre un acciaio speciale: il Bulat булат. Il segreto della produzione di bulat è andato perduto all’inizio del XIX secolo. Ma è noto che il processo comportava prima l’immersione dell’arma finita in una vasca contenente un liquido speciale di cui l’estratto di ononide spinosa era una parte essenziale (il nome della pianta in russo, stalnik, riflette questo utilizzo), per poi galoppare su un cavallo, tenendo la spada bagnata in alto per permettegli di asciugarsi e indurirsi contro il vento (Zevin, Igor Vilevich, A Russian Herbal, Rochester, Vermont: Healing Arts Press, 1997).
SOTTOSPECIE PRESENTI IN ITALIA:
Ononis spinosa subsp. antiquorum (L.) Arcang. che si distingue per fiori isolati con corolla che supera appena il calice; fusti pelosi tutt’attorno, legnosi con spine molto sviluppate ed acute.
Ononis spinosa subsp. arvensis (L.) Greuter & Burdet., che si distingue per spinosità ridotta; fiori appaiati, raramente isolati; legume ovato incluso nel calice, con 1÷3 semi.
Ononis spinosa subsp. austriaca (Beck) Gams, che si distingue per fusti poco ramosi e generalmente erbacei con pelosità irregolare; spine assenti o deboli e molli; fiori spesso appaiati; legume più breve del calice.
Ononis spinosa subsp. procurrens (Wallr.) Briq., che si distingue per fusti prostrato ascendenti e radicanti alla base; spinosità generalmente ridotta; fiori generalmente isolati: legume ovato con 1÷2 semi.
Ononis spinosa L. subsp. spinosa, che si distingue per fusti robusti e spinosi, i giovani con peli su 2 linee opposte; fiori isolati con corolla circa il doppio del calice; legume lungo almeno quanto il calice contenente 2÷4 semi.
BIBLIOGRAFIA:
Ononis spinosa L., an edible and medicinal plant: UHPLC-LTQ-Orbitrap/MS chemical profiling and biological activities of the herbal extract
Dejan Stojković et al. Food Funct. 2020.
Analgesic and hepatotoxic effects of Ononis spinosa L
Betül Sever Yilmaz et al. Phytother Res. 2006 Jun.
Methanolic Extract of the Herb Ononis spinosa L. Is an Antifungal Agent with no Cytotoxicity to Primary Human Cells
Dejan Stojković et al. Pharmaceuticals (Basel). 2020.
Root Extracts From Ononis spinosa Inhibit IL-8 Release via Interactions With Toll-Like Receptor 4 and Lipopolysaccharide
Verena Spiegler et al. Front Pharmacol. 2020.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7304261/
Aqueous Root Extract from Ononis spinosa Exerts Anti-adhesive Activity against Uropathogenic Escherichia coli
Melanie Deipenbrock et al. Planta Med. 2020 Mar.
Spinonin, a novel glycoside from Ononis spinosa subsp. leiosperma
S Kirmizigül et al. J Nat Prod. 1997 Apr.
Wound healing and anti-inflammatory activity of some Ononis taxons
Burçin Ergene Öz et al. Biomed Pharmacother. 2017 Jul.
Ononis spinosa alleviated capsaicin-induced mechanical allodynia in a rat model through transient receptor potential vanilloid 1 modulation
Sahar Majdi Jaffal et al. Korean J Pain. 2021.
Efficacy of extract from Ononis spinosa L. on ethanol-induced gastric ulcer in rats
Abbas Manal Ahmad et al. J Tradit Chin Med. 2021 Apr.
Efficacy and Safety of Boldine Combined with Phyllanthus niruri and Ononis spinosa in Medical Expulsive Therapy for Distal Ureteral Stones with Renal Colic: A Single-Center, Retrospective Cohort Study
Ernesto Di Mauro et al. Medicina (Kaunas). 2024.
Characterization and identification of isoflavonoid glycosides in the root of Spiny restharrow (Ononis spinosa L.) by HPLC-QTOF-MS, HPLC-MS/MS and NMR
Nóra Gampe et al. J Pharm Biomed Anal. 2016.
Isoflavonoids with inhibiting effects on human hyaluronidase-1 and norneolignan clitorienolactone B from Ononis spinosa L. root extract
John Nii Addotey et al. Fitoterapia. 2018 Oct.
The Possible Litholytic Effect of Ononis Spinosa L. on Various Human Kidney Stones – an in vitro experimental evaluation
February 2020Journal of Herbal Medicine,
Ibrahim Bashan, Murat Bozlu
Aqueous root extract of Ononis spinosa exerts anti-adhesive activity against uropathogenic Escherichia coli;
Melanie Deipenbrock and other Planta Med. 2020 March .
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